Silvia Nelli – Stati d’Animo
La solitudine fisica fa paura, ma la solitudine dell’anima può anche uccidere. Non aspettare di morire, ribellati e ricordati che è solo uno stato d’animo.
La solitudine fisica fa paura, ma la solitudine dell’anima può anche uccidere. Non aspettare di morire, ribellati e ricordati che è solo uno stato d’animo.
Non recedere dallo sforzo per appianare discrepanza, metti in atto ogni possibile discorso persuasivo, impegna fino all’inverosimile la tua pazienza, sfrutta ogni minima possibilità e non lasciare nulla d’intentato. A tentativi falliti, ebbene: Guerra sia.
Sull’altura, ad urlare al mondo: “Non mi fai paura”! E l’eco, sardonica, risponde, sempre, con quell’aria di sfida!
Il regalo più bello che puoi fare è quello che puoi fare a te stesso. Comincia a non dare più diecimila possibilità a chi non ci pensa mezza volta a ferirti. Comincia a pensare a cosa è giusto per te, prima di pensare se è giusto per gli altri. Comincia a non credere a tutte le belle parole che la gente dice, ma a credere solo a quelle che ti dimostrano ciò che non hanno nemmeno detto. Comincia a “Scegliere” chi portare con te e chi lasciare dietro.
Rubo briciole e divento sempre più ingordo, di attimi, emozioni e sentimenti.
Non ho più voglia di ascoltare chi non ascolta me nel momento del bisogno. E non si tratta di ripicca, ma di puro e semplice disinteresse.
Che grandissima cogliona che ero! Ero una di quelle persone che credeva e aveva fiducia negli altri. Di quelle che non vedevano un palmo dal loro naso e avevano gli occhi foderati di prosciutto. Eh sì… Proprio di quelle che per capire dovevano sbatterci la testa e forte! Oggi non direi che non è che non credo più in nessuno, ma direi che su dieci la possibilità la do a uno! Direi che quelle fette di prosciutto che avevo sugli occhi le ho mangiate e digerite e ci vedo benissimo! E la mia vista è migliorata e mi rende capace di vedere molto più in la di dove la gente spesso pensa che io veda. Cresciuta? No! Direi che mi sono solo svegliata da un letargo chiamato: “l’essere coglioni”.