Silvia Nelli – Vita
Hai abbandonato la fiducia e la speranza di raggiungere ciò in cui credevi… ma se ci credi veramente, la voglia di provarci tornerà in te più forte di prima.
Hai abbandonato la fiducia e la speranza di raggiungere ciò in cui credevi… ma se ci credi veramente, la voglia di provarci tornerà in te più forte di prima.
La bellezza che si ha dentro è molto di più… è l’essenza del respiro, la frequenza di un battito… la profondità dell’anima.
La felicità si trova nelle piccole e grandi cose: L’occhio è cosi piccolo, ma riesce a vedere grandissimi scenari. Il cuore è cosi piccolo e riesce con dei battiti a muovere una massa corporea maggiore di lui. La mente sembra cosi piccola, ma riesce ad immagazzinare un universo e infinità di pensieri. Ciò che sembra irrealizzabile è possibile. L’uomo ha un dono maggiore rispetto a tutti gli altri, e questo sta nell’immaginazione.
Mi piacciono quelle persone che mi dicono le cose come le pensano. Che non hanno sempre quella parola gentile ed educata tanto per apparire migliori. La schiettezza e la spontaneità sono tra le cose più belle che puoi trovare ed apprezzare in una persona. Credimi; le persone così non ti mentiranno mai, e tu saresti al sicuro.
Non guardo mai dentro alle persone, perché soffro di vertigini.
Non tradire mai le promesse fatte a qualcuno, nemmeno le più piccole. La fiducia è come una torre che si costruisce con il tempo, con fatica e costanza. Serve impegno e sincerità. Se nel momento in cui la torre è eretta in modo saldo e certo tu fai cadere un solo mattone, anche il più piccolo essa crollerà. E credetemi che non ci sarà mai un modo per ricostruirla come la prima volta e soprattutto difficilmente reggerà alla forza del “tempo”.
Chiedeva perdono a un Dio che desiderava vicino, trascendenza trasposta sempre in vita terrena, dialogo interiore per chi si è sempre saputo orfano. Perdono per non essere in grado di mantenere la sua promessa. Dedizione, assistenza, comprensione, conforto, fiducia, ricerca, tutto qui il Sacro Matrimonio? Intenzioni. Dove sono l’intimità, la gioia, il progetto, e dove sono le mani che accarezzano una pancia tesa e lucida, curve mentali a ingoiare futuro. Claire da quando stava con Claudio si era sempre pensata filiforme, quasi incapace di ingoiare futuro. L’amore poi è ancora un’altra cosa. Un’altra casa, non sempre fatta di mattoni. Claire voleva una famiglia, lei che non aveva mai avuto una, una normale. Era stata un caso particolare sin da quando ne aveva avuto coscienza. E memoria. Spiegare agli altri bambini che sua madre c’era, ma altrove, in cielo. E suo padre c’era, ma altrove, via lontano. E la sua casa c’era, ma non proprio sua, ci abitava con chi si prendeva cura di lei. E la sua città c’era, ma altrove, perché le sue radici erano altre. Le trovava nei racconti caldi fatti per lei da parenti e adulti. Caldi come un pile d’inverno.