Simone Ghisletti – Progresso
Vorrei che un giorno, la gente si ricordasse, di quello che è successo, di quello che succede, e si ricordi, di cambiare; in meglio. Vorrei che un giorno, l’evoluzione fosse solamente progresso benevolo.
Vorrei che un giorno, la gente si ricordasse, di quello che è successo, di quello che succede, e si ricordi, di cambiare; in meglio. Vorrei che un giorno, l’evoluzione fosse solamente progresso benevolo.
Quando si pensa che una detestabile coalizione di ministri perversi, di magistrati in delirio e di ignobili settari ha potuto, ai nostri giorni [fine ‘700 – inizi ‘800 NdR] distruggere questa meravigliosa istituzione [la Chiesa missionaria NdR] e farsene un vanto, sembra di vedere quel folle che metteva trionfalmente il piede su un orologio dicendogli: ti saprò ben impedire di far rumore. Ma che dico mai? Un folle non è colpevole!
Le scienze, ognuna tesa nella propria direzione, finora non ci hanno nuociuto gran che; ma un giorno, il confluire di frammenti di conoscenza dissociati schiuderà panorami della realtà talmente terrificanti che o impazziremo per la rivelazione, o fuggiremo dalla sua luce mortale, cercando rifugio nella pace e nella sicurezza di nuovi secoli bui.
I soldi non sono conoscenza ma ci vuole conoscenza in questo mondo per gestire un potere così grande…
Lo scempio del mondo non è una cosa sgradevole, è la sua lentezza che è tragica.
Come è possibile che il colore della mia pelle può far di me uno straniero?
Anche il progresso, diventato vecchio e saggio, votò contro.