Søren Aabye Kierkegaard – Frasi d’Amicizia
L’amicizia è un tormento in più.
L’amicizia è un tormento in più.
Quanto è facile dire ad una persona in difficoltà che ci sei, che ci sarai, niente di più facile: a parole. Ma quando non ci sei, quando lasci la sua mano, non solo la ributti nel pantano in cui si è venuta a trovare, non tieni fede ad una promessa. Perché affrontare una difficoltà senza quel qualcuno che ti aveva promesso di esserci può essere devastante. Ma poi ti accorgi che lo stai facendo, ne stai venendo fuori ed acquisti forza e comprendi che è su questa forza che devi contare. E quando ne sei fuori sai che da ora in poi dari il giusto peso alle parole e soprattutto alle bocche dalle quali provengono.
Non so rispondere se mi chiedi quale sia il mio migliore amico… non ci sono classifiche in amicizia, nessuna gara, nessun premio…
Non è stato forse detto se non hai un amico che ti avvisi dei tuoi difetti, paga un nemico affinche lo faccia?
Quando si rompe quel filo invisibile che lega una persona all’altra, che si tratti di amicizia o d’amore, poco importa quando accade, si sente inevitabilmente un gran fracasso nel cuore, poi arriva il silenzio, quello che fa male mentre respira, mentre cerca di arrivare a domani, mentre cerca fra i ricordi la ragione della rottura. Il silenzio si rompe con le prime parole che iniziano ad urlare piene di veleno fino al chiarimento oppure fino a scontrarsi nuovamente con il silenzio, quello definitivo, che non lascia più spazi al comporsi di altre parole, ad altre spiegazioni o ad altri momenti ed altri incontri, quel silenzio tombale che scrive la parola fine.
Nelle notti più scure brilli in cielo come due bellissime stelle: sei la mia Sirio,…
Il rischio sta nell’esporsi. È meglio confessare ad un cattolico di essere buddista. Peggio sarà quando scoprirà che hai tentato di convincerlo di credere nel suo stesso Dio.