Roberto Giusti – Stati d’Animo
Non sarò mai abbastanza ubriaco, per scordare quanto la vita da sobri può far male.
Non sarò mai abbastanza ubriaco, per scordare quanto la vita da sobri può far male.
Ho comperato un’isola, ivi ho costruito la mia dimora., forte solida, come una prigione, li mi chiudo dentro, quando è la tempesta, quando la neve è alta, quando il gelo mi piglia tutta, e aspetto. Aspetto il sereno, che placa la tormenta, aspetto che il ghiaccio si sciolga, per riprendere il cammino verso l’arcobaleno.
Ci sono momenti in cui il mio stato d’animo sembra vagare nel più desolato dei deserti. Un deserto fatto di aridi Ricordi ormai ricoperti e sepolti dalla polvere, e passando di li, con un soffio delicato ma sicuro, li ripulisce, facendoli riemergere, e rieccoli. Vividi e belli e brutti come non mai.
A volte mi trovo li, come ci si sente quando ci si trova sull’orlo di un precipizio, in bilico tra l’inferno e il paradiso, e non so se lasciarmi passivamente cadere o se prendere la spinta per spiccare il Volo.
Sentirsi in bilico tra la realtà e l’illusione, sentirsi sospesi tra il cielo e le stelle senza nulla che ti sorregga, sentirsi soli come le foglie d ‘ autunno su un albero spoglio, sentire il cuore che batte in un corpo che non è il tuo ma che ami. Prendere il volo e sentirsi libera da tutto ciò che ti tormenta e ti rattrista, lasciando un mondo, che credevi essere il tuo, senza guardarti indietro. Sparire. Volare. Libera.
Come Ulisse sono in viaggio. La meta? Sicuramente non Itaca. Cosa spero di trovare all’arrivo? La completa armonia di un’anima segnata.
Chi pensa di morire con la coscienza pulita è solamente un dannato ipocrita.
I pensieri positivi sono come i fiori belli e profumati di un giardino.
Era lì seduto e pensava. Pensava che erano i suoi ultimi pensieri. E a chi poteva o doveva dedicarli. Sentiva la sua faccia e il vento e la terra. Sorrise. Uno sbuffo dalle sue labbra spazzò via un minuscolo insetto dalle catene… ecco, le catene gli facevano paura. Qualche lacrima, per prendere un po’ di tempo? Si buttò come fosse stato, all’improvviso, spintonato. Fine.
Tornando a casa, Pompeo pensa: Vivo sulla lama, mi com/muovo nei bassifondi, parlo coi ricercati dallo stato, brigo, mi procuro e dilapido milioni, poi, rischio, mi struggo, mi umilio, mi arrendo, poi mi faccio, e tutto torna bello più splendente di prima! L’alternativa è la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo, lo studio, l’amore, cerca, lo scemo naturale, il simpatico, l’antipatica, due + due fa quattro, sveglia alle otto, viaggi, incidenti in pullman, Milano, cene d’affari, e non valgono quei personaggi più di quell’altri, mutuati della felicità. Palle anche lì, peggio di qua. Vuoi mettere risorgere, risorgere, risorgere, risorgere. Vuoi mettere risorgere, risorgere, risorgere, risorgere, risorgere.
Ho toccato il fondo, non era un posto adatto a me; in realtà non lo è per nessuno; però volevo restarci, volevo restarci perché mi allontanava da tutto e tutti… volevo restarci perché speravo mi allontanasse anche da quel dolore che mi impediva di vivere, che mi soffocava l’esistenza, ma rimandando lì non facevo altro che coltivarlo.
A volte mi sento carina, arrivo a scuola e vedo tutte le ragazze strabelle e piene di ragazzi e penso alla cagata che ho pensato prima.
Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica.
Iniziamo la giornata col dolce suono della vita, perché se la viviamo in armonia, sarà lei a cantare perché la parola fa nascere il mondo e il mondo quando nasce ha in se l’emozione, sia esso di felicità o di malinconia. Ma la vita risponde sempre al nostro stato d’animo come un testo di una canzone, con ritornelli che si ripetono con infinite strofe che cantano l’amore, cantano le emozioni, basta ascoltare il suo suono per capire che è il suono della Vita. Il suono dell’armonia è il canto più dolce e profondo. Godiamoci questa vita perché chi non sa godere dei piccoli piaceri della vita, non gusterà mai nemmeno le grandi gioie della vita.
Nella notte di Natale, anche chi sta bene da solo soffre la sua solitudine. Magari vive solo da una vita, poi gli basta una notte per accorgersene.
Ci sono quei momenti che ci emozionano per una situazione di gioia, bella, toccante, di alta sensibilità e ci troviamo con le lacrime agli occhi senza saperne il perché. Piangere fa bene a all’anima aiuta ad alleggerirci lo spirito. Succede quando ci sono fatti troppo grandi per essere contenuti in un semplice sorriso o in una particolare esclamazione. Ogni lacrima alleggerisce la nostra anima e ci permette di poter godere della felicità del momento. Ogni lacrima che scende ci scalda le guance come una carezza, Piangere è bello, e ben vengano perché solo dopo aver pianto apprezziamo i sorrisi di chi ci ama veramente.
Bastava poco veramente poco. Vediamoci e parliamone. “Tanto tu sei forte, sei saggio”, sì, io sono forte, sono saggio, “tu non ce l’hai il cuore come tutti gli altri”, già, io non ce l’ho il cuore come tutti gli altri, perché io ne ho uno solo di cuore, gli altri ne hanno uno per ogni occasione.