Fabio Privitera – Stati d’Animo
Le sensazioni sono ciò che ricordi di una giornata e che rendono un’esistenza diversa da un’altra.
Le sensazioni sono ciò che ricordi di una giornata e che rendono un’esistenza diversa da un’altra.
Il giorno è il dilemma che la notte risolve e l’alba confonde.
D’ora in poi sceglierò me stessa, sceglierò la mia tranquillità e la mia felicità.
L’arrivo dell’inverno ci rende tutti nostalgici di quell’abbraccio di luce e di calore che ci veniva elargito dalla radiosa estate.
Sii felice quando doni il tuo amore e comprendi che non è ripagato, la persona non è degna del tuo amore, accetta quella situazione come uno sbocco per combaciare la tua anima all’anima che ti sappia ricambiare lo stesso amore!
Ho desiderato ogni carezza, ogni fremito, palpito, amplesso, che mai verrà consumato su di te.
Non posso essere più stanca dei miei occhi. Soggiogata dai miei cavilli, con clausole invisibili e post scriptum alla fine dei pensieri, ché ho sempre qualcosa d’aggiungere alla fine delle mie parole che non bastano mai, come me, che non mi basto mai. Ho tutto scritto in faccia, grafia illeggibile e distorta in una smorfia di dolore. Uno spasmo alla mascella ed un crampo allo stomaco a strozzarmi il dicibile. Anche stavolta, è un non detto.
Lasciala stare questa malinconia, sai a tante volte è la mia unica compagnia.
Ma a me piacerebbe un pizzico in più di calore e gentilezza in questo mondo.
Ognuno di noi dovrebbe ricordare, che possediamo pregi e difetti. Quindi è inutile giudicare e deridere. Dove non arrivi tu, arriva un altro, dove non arriva un altro, arrivi tu.
Ci si rende conto che si inizia ad invecchiare, quando per troppe volte ci si sente dare del lei.
Vorrei che in ogni altra donna che tu guardi si riflettesse sempre il mio volto.
Perché il buio? Il buio è il vuoto, qualcosa ancora da riempire… Forse tutto questo nasce dalla voglia di cambiare, di sovvertire le regole che spesso accompagnano la nostra vita. Quante volte avremmo voluto dire di no, o accettato compromessi che non ci hanno premiato per i nostri sacrifici? Io sono solo uno dei tanti, che vuole urlare al mondo ciò che pensa. Non mi importa di dover piacere a qualcuno, devo solo piacere a me stesso. Se qualcuno si riconoscerà in ciò che scriverò di tanto in tanto, allora significherà che non sono poi così solo. Nel buio, con me, a cercare noi stessi.
Non può esistere né rimpianto né speranza per chi ha deciso di essere parte di un’altra vita.
Ognuno ha un “proprio ego” in cerca di conferme.
Una preghiera inversa di voglie al contrario, con le richieste sottosopra, le mani giunte dietro alla schiena, il cuore a destra, bisogni superflui, poco esistenziali, spesso, biechi. Offro le spalle come saluto. Non mi genufletto e mi crocifiggo da sola. Espio. Confesso. Non mi assolvo. Mi faccio carne. Pietanza da divorare alla mercè di cannibali incontrati in strada. Ovunque. Rientro in me, monastica, nei chiostri rassicuranti della solitudine strutturale, in ritiro spirituale, sabbatico.
Quando senti che qualcuno non è all’altezza di banchettare al buffet della passione insieme a te, non riporre tutto nella desolata dispensa della vita, con la speranza che un ospite prima o poi si presenti affamato alla tua tavola. Consuma in solitudine, ma pur con gusto, ogni singola portata. Non c’è nutrimento più sano della conoscenza e consapevolezza di noi stessi.