Stefano Andreani – Anima
Forse a volte non è colpa di chi ha dato troppa confidenza, forse a volte la colpa è di chi ne ha abusato, perché forse non esiste il troppo subito se due persone stanno bene insieme.
Forse a volte non è colpa di chi ha dato troppa confidenza, forse a volte la colpa è di chi ne ha abusato, perché forse non esiste il troppo subito se due persone stanno bene insieme.
Ti ho visto mentre correvi verso di me raccogliendo fantasmi che non turbavano il mio cuore e il tuo viso era ciò che ho sempre desiderato. La terra ha aperto un vortice che piano piano mi ha risucchiato fino a rendermi concime per fiori che seguono la direzione del vento senza nemmeno accorgersi del calore del sole. Mi fermo a pensare e guardare il mio volto come non ho mai fatto in tutta la mia vita e tutto si fa chiaro nel dolore e nella gioia di una vita vissuta. Tutto ciò che ho donato non andrà disperso e se non tornerà cavalcherò onde sempre più alte, aspetterò seduta su una roccia l’arrivo di un gabbiano che dolcemente mi riporterà le ali per poter volare di nuovo. Niente si perde e tutto ritorna anche se in forma differente. Ma donare con il cuore e come dare nutrimento all’anima…
Non importa quante cicatrici tappezzano la tua anima. Non importa quante ferite sanguinano nel tuo cuore. Ricorda che se ti arrendi ora senza combattere, le cicatrici diventeranno piaghe e le ferite diventeranno solchi profondi che non avranno pietà, ne clemenza per il tuo domani. Quindi combatti, afferra i tuoi sogni e legali alla speranza che ti ha fatto resistere fin d’ora. Ascolta la musica della vita e non avere paura di viverla.
In ogni anima sono racchiuse ermetiche strade per giungere alla propria conoscenza.
Guardo le mie mani intarsiare pensieri sulla carta, scolpire ogni emozione e cerco di rendere il battito del cuore in un segno disordinato e perfetto tratto su un foglio, che sia poesia o altro io non so, e mi sento viva.
Il corpo mi è stato dato in comodato d’uso, l’Anima no. Lei è solo mia.
Mi rinchiudo in una danza cerebrale azzurra a toccare equilibri inesistenti.