Stefano Benni – Società
Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee.
Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee.
L’attaccamento della politica e chi la compone per la società, è come per l’acqua e l’olio in un bicchiere.
Non bastano gli aiuti a “distanza” che sono molto importanti, detto francamente servono anche a sentirci a posto con la coscienza. Occorre anche l’impegno, “l’operatività” delle nostre braccia. C’è un vicino che ha perso il posto di lavoro, un donna che è rimasta vedova con dei figli piccoli, un uomo che vive per strada, un disabile che nessuno vuole assistere: sbracciamoci, operiamo.
L’unica libertà concessa all’uomo è quella di sentirsi schiavo.
Siamo passati dall’ascoltare al sentire, dall’applaudire al fischiare, in comune fra ieri ed oggi resta soltanto il non capire.
Quindi mi stai dicendo che il mondo sta finendo per le persone che devono essere “curate”. Perdonami, forse sono ignorante. Io che pensavo che stesse finendo per colpa delle persone corrotte e dei politici che pensano a se stessi e non al popolo, per colpa delle persone meschine, tirchie, persone che pensano solo a loro benessere, e intanto in Africa le gente muore di fame e malnutrizione. Che figura, non sapevo di essere così stupido e ignorante.
Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell’ingiustizia, la febbre che toglie all’uomo la malattia della paura, dell’avidità, del servi.