Stefano Del Degan – Frasi Sagge
Uomo, quando riuscirai a percepire il pianto della grande montagna nel partorire il fiume; sarai momentaneamente fuggito dall’ordinaria quotidianità, e dal suo malinconico grigiore.
Uomo, quando riuscirai a percepire il pianto della grande montagna nel partorire il fiume; sarai momentaneamente fuggito dall’ordinaria quotidianità, e dal suo malinconico grigiore.
Alla fine quando dico: “c’è un bel venticello che spira lassù” coronazione di un lungo discorso, mentre Nasoabecco sterza tra le curve, nessuno di loro mi risponde, silenzio di tomba, e io giovane Medicostregone sono stato ammonito di tre vecchi Medicistregoni a stare zitto, perché nulla importa, siamo tutti dei Budda Immortali Che Conoscono il Silenzio, perciò m’azzittisco, e cala un lungo silenzio mentre la brava automobile fila via e io vengo trasportato all’altra sponda da Nirmanakaya, Samboghakaya e Dharmakya Budda tutti e tre, in realtà Uno solo col braccio buttato sulla maniglia della portiera destra e il vento che mi soffia in faccia (e per la sensazione-emozione di vedere la Strada dopo mesi fra le rocce) mi godo ogni villetta e albero e prato lungo la via, questo piccolo e grazioso mondo che Dio ha allestito perché noi lo vedessimo e ci viaggiassimo e ci assistessimo come un film all’aperto, lo stesso preciso aspro mondo che ci strozzerà il fiato nel petto e ci stenderà alla fine in tombe insensibili, e da parte nostra neanche un lamento (e meglio così).
Chi non comprende i miei silenzi, non capirà mai le mie parole…
È difficile essere nel mondo un uomo libero, pur vivendo la vita ordinaria degli uomini; ma appunto perchè difficile, bisogna tentare di riuscirvi.
Le persone speciali ti entrano nel cuore senza emettere nessun suono, nessun rumore. Sono quelle che quando ti guardano vedono oltre, vedono altrove.
Non possiamo evitare il giorno della nascita come il giorno della morte, l’importante è godersi i baricentro.
Spesso, è proprio in fondo a quel vicolo recondito e buio che ha inizio il tuo mondo.