Stefano Gentilini – Stati d’Animo
Se potessi essere qualcosa di diverso, sarei come sono, ma lascio il mio posto a chi nella vita si è arreso all’inevitabile appartenere.
Se potessi essere qualcosa di diverso, sarei come sono, ma lascio il mio posto a chi nella vita si è arreso all’inevitabile appartenere.
Non spendere parola perché parola non si spende innanzi alla soavità. Si accarezza con gli occhi. È affanno. Corre il fremito e manca l’ossigeno. Brivido. Si affonda con la stessa delicatezza di una foglia che cade. Ritmo. L’esistenza è incessante. È la vita che stringe. Magone. Si ricomincia. Non si vuole finire. Sorprendersi per continuare a esistere. Esserci. Tesserci.
Ogni pensiero è un viaggio verso l’inferno o il paradiso. Quei pensieri viaggiano veloci senza ritorno.
Quando tutte le nostre certezze crollano, troviamo la luce, l’unico spiraglio nell’oscurità.
Dolcissime frasi e bellissimi sentimenti sgorgano dal tuo cuore, ma Ella pur non essendo fisicamente qui è ancora intorno a noi, ma soprattutto, dentro di noi. Ella si mostra a noi nel nostro ricordo finché una nuova luce non aprirà il varco in questo cielo di pece per l’opera sua smagliante e incontro ci verrà con il calice dell’Amore nell’ultimo giorno.
Una colazione in buona compagnia è sempre un bel modo per iniziare al meglio un’altra giornata.
Solo quando tocco il fondo inizio a reagire, in quei momenti, inizio a bere dal calice del dolore, quella rabbia che l’animo fa vibrare, essa si trasforma in forza per rialzarsi, ancora una volta, come una fenice che muore bruciata dalle sue stesse fiamme e risorge dalle proprie ceneri, l’anima trova la forza di risorgere proprio grazie alla sofferenza che l’ha abbattuta, tornando a volare più in alto di prima, abbandonando timori e fantasmi che l’hanno trascinata al suolo.