Stephen King – Verità e Menzogna
Certe volte la gente mente soltanto tacendo.
Certe volte la gente mente soltanto tacendo.
Intuì con la comprensione di un adulto che questioni di realtà concreta diventano non insignificanti, ma meno vitali quando le si esamina al cospetto della maschera quieta e silenziosa della morte. Lo capì con la comprensione di un adulto e lo accettò con il sollievo di un adulto. Fu un’orma fuggevole, l’impronta di una scarpa nella sua mente. Così in un bambino sono tutte le impressioni adulte; è solo negli anni a venire che il bambino capisce di essere stato formato, plasmato da esperienze casuali; tutto quello che rimane nell’istante oltre l’impronta è quell’odore pungente di polvere da sparo che è l’accendersi di un’idea che prescinde dal numero effettivo dei suoi anni.
Chi vive di apparenza, agisce sempre per apparenza.
In Italia non sarà possibile costruire il ponte sullo stretto di Messina, a breve dobbiamo studiare come avere “lo stretto necessario”.
Sono inviperito per questa tendenza che esiste soprattutto in Italia, forse per le sue radici cattoliche, di riconoscere i meriti degli artisti solo dopo la morte. Come se la morte nobilitasse.
Promesse? Tante. Di concreto? Niente.
Trascorriamo notti fra sogni e illusioni, fra incubi di bugie e false verità, a cercare risposte a domande che hanno già la loro risposta, ad illuderci che i miraggi siano la realtà. Quando invece in cuor nostro sappiamo che l’unica verità è riconoscere che sono tutte bugie.