Susan Randall – Anima
La sensibilità prende vita nell’anima sofferente!
La sensibilità prende vita nell’anima sofferente!
Se non si è in grado di toccare l’anima, come si può pretendere di sfiorare il corpo?
Vola sempre in alto, sempre di più, la felicità è li ad aspettarti.
Anche stasera la Luna e il Mar mi raccontano di te… Maliconica luna specchiata tra gli astri di un cielo cupo. Increspato Mare che ascolta il mio animo triste. Malinconici come il mio cuore, solo, preso dai ricordi dolci di un’amicizia suadente, ricordi celati da una facciata che non è la mia. I miei pernsieri, all’imbrunire, si fanno più intensi. Come all’imbrunire si faceva più intensa la mia voglia di incontrare il tuo sguardo… fosse anche per un’ultima vola. E un’ultima volta è stata. Ci saranno altre occasioni ma mai sarà come l’ultima volta. Come l’ultima carezza, come l’ultimo bacio sulla fronte. La fronte tua che tanti pensieri mi ha racconato e che qualcosa mi ha celato per la paura di essere rapita. Orbene tu mi rapisti molto di più. Mi rapisti una parte della mia anima e con te la terrai per sempre.
Che giorno è oggi!? Non lo so e non importa Quel che so, è semplicemente l’inizio di un nuovo giorno di speranza!
Non fare della tua anima un pozzo dove mettere i tuoi pensieri, ma uno specchio che riflette la luce per illuminarla.
Sono il solstizio d’estate in una notte d’autunno.