Susan Randall – Frasi Sagge
Volta pagina mi dicono, volta pagina, a forza di voltare pagina, arrivo alla fine del libro e non ho capito un cazzo!
Volta pagina mi dicono, volta pagina, a forza di voltare pagina, arrivo alla fine del libro e non ho capito un cazzo!
Con le parole possiamo esprimerci in tanti modi, con gli sguardi possiamo trasmettere ciò che le parole non potranno mai dire.
Ogni essere vivente porta in sé una volontà di sperimentare, vivere, espandersi, affermarsi, dominare sugli altri. Tutti gli animali delimitano un proprio territorio e lottano per espanderlo e impedire agli estranei di entrarvi. Tutti i maschi cercano di accoppiarsi con tutte le femmine più belle e le femmine con i maschi più forti o più vistosi. Tutti inoltre lottano per affermare e vedere riconosciuta la propria superiorità, il proprio rango. Nietzsche, che per primo ha capito questa tendenza universale, l’ha chiamata “volontà di potenza”.Ciò che invece continua a contare, e sempre di più, è la volontà di potenza in se stessa, purché intesa nel suo senso più ampio, come energia vitale, volontà di creare, di realizzare, di superare gli altri. E questo in tutti i campi, nella scienza, nella musica, nel cinema, negli affari, nella politica. Dovunque il fattore decisivo resta questo slancio interiore che si presenta come irrequietezza, ambizione, curiosità, coraggio di sperimentare il nuovo, tenacia, voglia di riuscire. Lo si vede già nei bambini, negli adolescenti destinati al successo. Qualche volta si presenta come capacità specifica, come nei geni matematici o musicali precoci, ma spesso assume solo l’aspetto di una inquietudine evasiva, conturbante. Lo si vede negli uomini e nelle donne che riusciranno, che hanno tutti, indistintamente, una grande fede in se stessi, una caparbia volontà di realizzare la propria meta da cui nessuno riesce a distoglierli. Per cui cadono e si rialzano. E gli altri percepiscono la loro superiorità. Spesso li invidiano, li temono, cercano di fermarli, ma inutilmente.
Le persone più facili d’amare sono quelle menefreghiste, che ti lasciano scassinare una banca. Le adori fino a quando non ti arrestano.
Un osservatore seduto sul marciapiede di una strada volge lo sguardo davanti a sé e senza particolare curiosità incorpora le immagini alla portata dello sguardo. Un poeta, uno scrittore, un pittore fanno la medesima cosa, con la sola variante del posto di osservazione, che anziché il ciglio della strada è la terrazza del palazzo più alto.
Puoi scoprire di più riguardo a una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.
Siamo circondati da persone che giudicano, da attori che fingono amore e da persone che ancora non hanno capito che vestirsi di semplicità è l’unico ruolo che ti faccia sentire davvero “protagonista”.