Susan Randall – Poesia
E poi ti accorgi, che la poesia diventa, la tua regola, l’unica regola che ti appartiene!
E poi ti accorgi, che la poesia diventa, la tua regola, l’unica regola che ti appartiene!
Sogno di ballare con te e sogno che sei mio, ma nella mia vita tu non sei che un sogno!
Un poema non è mai finito, solo abbandonato.
Niente può essere inutile a un poeta.
L’ambiguità delle nostre lingue, la naturale imperfezione dei nostri idiomi, non rappresentano il morbo postbabelico dal quale l’umanità deve guarire, bensì la sola opportunità che Dio aveva dato ad Adamo, l’animale parlante. Capire i linguaggi umani, imperfetti e capaci nello stesso tempo di realizzare quella suprema imperfezione che chiamiamo poesia, rappresenta l’unica conclusione di ogni ricerca della perfezione.
Frammenti di attimi assalgono l’anima, Impressioni d’Istanti, piccoli dettagli Oggi, giorno qualunque!
L’amore visto da me: la semplicità di due anime che si uniscono diventando una sola anima!