Susan Randall – Tristezza
Sono nata triste, e la vita crescendo mi ha resa ancor più triste!
Sono nata triste, e la vita crescendo mi ha resa ancor più triste!
Ho sempre avuto la sensazione che ci sia nella sofferenza del singolo il sangue di gente mai incontrata, la tristezza dell’eterno sconosciuto, il dolore dell’ultimo uomo della terra. La sofferenza dell’individuo sembra avere un’estensione universale, mentre la sua gioia s’invola sempre a pochi passi dal suo sorriso.
Il bambino in un letto di ospedale, l’anziano dimenticato da tutti, le donne sottomesse e sfruttate, i tanti malati, le vittime della guerra, i piccoli violentati. Quanta tristezza. Se possiamo, dove c’è questa sofferenza, portiamo un sorriso. Non ci costa nulla, ma dà tanto: soprattutto a noi!
Non si dimentica chi si è amato, non si dimenticano i respiri respirati, e, non si odia quella persona, sarebbe un mentire a se stessi, ma, si va avanti, ed un giorno, quando ricorderai, sorriderai a quel ricordo, che un giorno hai amato, adesso è, e, resta un dolce ricordo di un attimo, di crescita!
Nella vita ho bisogno di vivere, non solo essere.
Malinconia che strano potere che hai. Dal niente m’avvolgi, ed ogni mio pensiero si strugge per davvero.
Poi arriva un ricordo, uno che vorresti cancellare perché fa male troppo male, ma lui è li davanti a te e tu, tu diventi fragile, e, la tua fragilità è in quelle tue maledette lacrime, lacrime piene di dolore… dolore assurdo… che si perdono in quel ricordo.