Susan Vreeland – Libri
Un dolore senza nome le strinse il cuore… (da “La ragazza in blu”)
Un dolore senza nome le strinse il cuore… (da “La ragazza in blu”)
Certi libri sembrano scritti non perché leggendoli si impari, ma perché si sappia che l’autore sapeva qualcosa.
Non è altro questo, se non il tempo automutilato delle “letture di massa” tanto frammentarie quanto decontestualizzate. E possibilmente, senza toccare un vero libro.
Loro due erano stati qualcosa, un tempo. Come spesso succede nelle vicende umane, avevano rappresentato l’uno per l’altra quel tanto sufficiente a trasformarli adesso in due sconosciuti.
L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.
La cosa peggiore in assoluto, però, era che Edward Cullen non si era presentato a scuola.
Una vita bene scritta è quasi tanto rara quanto una vita bene spesa.