Suzanne Collins – Speranza
Non dimentichi la faccia della persona che è stata la tua ultima speranza.
Non dimentichi la faccia della persona che è stata la tua ultima speranza.
La speranza è il domani dei malati.
Anche se facciamo finta di non crederci più, in fondo al cuore rimane sempre quella strana e disorientata speranza che qualcosa da un giorno all’altro possa cambiare. Rimane sempre quella tiepida emozione, un bisbiglio appena pronunciato che inevitabilmente ti fa tremare il cuore. E che tu lo voglia o no, il cuore non staccherà mai la spina da quella presa insistentemente curiosa che ti porterà sempre a credere e a sognare che domani qualcosa di bello possa accadere.
Una flebile speranza può diventare l’unica ancora di salvezza alla quale aggrapparsi, per non essere trascinati via dalla forza degli eventi. Ciò che possiamo auspicare è che la corda sia abbastanza robusta da tenere la furia della tempesta e non essere così inghiottiti dal suo vortice.
Basta crederci. Già credere è tutto ciò che la speranza chiede.
Viviamo nell’intervallo tra sogni che nascono e sogni che muoiono. Quell’intervallo si chiama speranza e quest’ultima non è vero che è l’ultima a morire anzi muore ogni giorno con una lacrima e risorge ogni giorno con un sorriso. Ciò che ci tiene in vita non sono i sogni che abbiamo realizzato ma la capacità di continuare a sognare.
Non pensare a ieri con rimpianto, pensa a domani, con speranza.