Thomas (Alva) Edison – Scienza e tecnologia
Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato, scartato è un altro passo avanti.
Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato, scartato è un altro passo avanti.
Gli scienziati dovrebbero avere il culto della ragione; eppure, di norma trincerandosi dietro l’adusata argomentazione delle aree di competenza, trovano anche loro uno spazio per credere.
La grandezza dell’uomo dipende dal fatto che sia miserabile. In effetti è un essere miserabile quello che riconosce la propria miseria, ma è anche grande perché riconosce d’essere miserabile.
Uno scienziato degno di tal nome, e specialmente un matematico, sperimenta nel suo lavoro la stessa sensazione di un artista; il suo piacere è della stessa intensità e natura.
Noi scienziati crediamo che ciò che noi e i nostri simili faremo o non faremo entro i prossimi pochi anni determinerà il destino della nostra civiltà. Consideriamo perciò nostro dovere spiegare infaticabilmente questa verità, aiutare la gente a rendersi conto di tutto ciò che è in giuoco, e lavorare, non per mettere in pace la coscienza, ma per la comprensione e per un accordo finale fra popoli e nazioni che sono su posizioni divergenti.
Spesso i vantaggi della tecnologia mi appaiono evidenti, immediati, ma temo gli svantaggi che si impongono alla distanza, aumentando il rammarico per le frenetiche evoluzioni e il rimpianto per una temporanea stasi, un sospirato periodo di tregua.
Il corpo è una superficie di incrocio di molteplici codici d’informazione, dal codice genetico fino a quelli della informatica. Il mondo cyber in cui viviamo ha dissolto l’organico in una serie di flussi elettronici. A questo punto si pone il problema di come ripensare l’unità del soggetto umano collegando mente e corpo in una nuova concezione del sé.