Thomas Stearns Eliot – Vita
Così finisce il mondo. Non in un baccano ma in un piagnisteo.
Così finisce il mondo. Non in un baccano ma in un piagnisteo.
Piccoli mattoncini di emozioni formano il muro di felicità… ma una volta formatosi… crolla!
Ma sono di questo genere, proprio, per me, quelle Furie che agitano quelli che declamano, quando proclamano: “Queste mie ferite le ho subite per la libertà della repubblica, questo mio occhio l’ho perduto per voi. Datemi una guida, che mi guidi dai miei figli, che ci ho i tendini tagliati, che non mi tengono su il corpo”. Che sono cose che si potrebbero sopportare, se ci potessero aprire una via, per quelli che si avviano verso l’eloquenza. Ma con dei contenuti tanto sballati, con delle frasi che fanno tanto chiasso per così niente, ci guadagnano soltanto questo, quelli, che ci arrivano nei tribunali, che si trovano come sbarcati sopra un altro pianeta.
Qualcuno sostiene che in questa vita siamo solo di passaggio, ma ditegli che una cosa è viaggiare con una barca, un’altra è con una nave confortevole. Anche nel breve passaggio si può essere estremamente sfigati.
Quando l’ultima delle lacrime avrà inciso il tuo volto potrai osservarne i contorni scorgendo, in essi, “la lettura” della tua vita: con le sue gioie e sofferenze.
Non temono la morte le gocce di pioggia cadute nel scivolare del fiume; vivono il loro essere fino ad elevarsi a uno stato superiore.
In questo mondo ci sei anche tu. Non domandarti perché non cambia, forse aspetta che sia tu a farlo, magari aprendo quella porta che da sempre tieni chiusa.