Tobia Scurani – Frasi Sagge
S’inizia a credere nei miracoli quando non si può più sperare nel presente.
S’inizia a credere nei miracoli quando non si può più sperare nel presente.
È meglio discutere e dirsi addio piuttosto che discutere e non dirsi niente.
Il giorno più bello? OggiL’ostacolo più grande? La pauraLa cosa più facile? SbagliarsiL’errore più grande RinunciareLa radice di tutti i mali? L’egoismoLa distrazione migliore? Il lavoroLa sconfitta peggiore? Lo scoraggiamentoI migliori professionisti? I bambiniIl primo bisogno? ComunicareLa felicità più grande? Essere utili agli altriIl mistero più grande? La morteIl difetto peggiore? Il malumoreLa persona più pericolosa? Quella che menteIl sentimento più brutto? Il rancoreIl regalo più bello? Il perdonoQuello indispensabile? La famigliaLa rotta migliore? La via giustaLa sensazione più piacevole? La pace interioreL’accoglienza migliore? Il sorrisoLa miglior medicina? L’ottimismoLa soddisfazione più grande? Il dovere compiutoLa forza più grande? La fedeLa cosa più bella del mondo? L’amore.
A volte bontà non è che un altro nome per inutilità.
E forse facile!? Facile amare e lasciarsi andare, dopo tanto dolore e delusione, è forse facile!? No! No, che non è facile, non è mai facile, ma devi pur incominciare da qualche parte, è forse facile!? No! Non è facile, intanto incomincia a credere e lascia che tutto il resto arrivi da se!
Alla fine quando dico: “c’è un bel venticello che spira lassù” coronazione di un lungo discorso, mentre Nasoabecco sterza tra le curve, nessuno di loro mi risponde, silenzio di tomba, e io giovane Medicostregone sono stato ammonito di tre vecchi Medicistregoni a stare zitto, perché nulla importa, siamo tutti dei Budda Immortali Che Conoscono il Silenzio, perciò m’azzittisco, e cala un lungo silenzio mentre la brava automobile fila via e io vengo trasportato all’altra sponda da Nirmanakaya, Samboghakaya e Dharmakya Budda tutti e tre, in realtà Uno solo col braccio buttato sulla maniglia della portiera destra e il vento che mi soffia in faccia (e per la sensazione-emozione di vedere la Strada dopo mesi fra le rocce) mi godo ogni villetta e albero e prato lungo la via, questo piccolo e grazioso mondo che Dio ha allestito perché noi lo vedessimo e ci viaggiassimo e ci assistessimo come un film all’aperto, lo stesso preciso aspro mondo che ci strozzerà il fiato nel petto e ci stenderà alla fine in tombe insensibili, e da parte nostra neanche un lamento (e meglio così).
La fiducia e l’ottimismo, abbattono con decisione il mitismo, rendendoci indipendenti e non più schiavi di miti mode e star.