Tommaso da Kempis (Thomas Hemerken) – Verità e Menzogna
Non arrabbiarti se non puoi cambiare gli altri per farli come vorresti che fossero, dal momento che non puoi farlo neanche con te stesso.
Non arrabbiarti se non puoi cambiare gli altri per farli come vorresti che fossero, dal momento che non puoi farlo neanche con te stesso.
La mezza verità è sempre la bugia più bastarda, anche quando quella intera non la puoi dire. Non ti permette la serenità di Te, non ti permette di guardare negli occhi una persona senza abbassare lo sguardo. Non ti permette di guardarti allo specchio senza vederti riflessa nell’ipocrisia.
Nel crimine, come nella virtù, ci sono dei gradi.
Quando l’intera realtà si trasforma in un labirinto, di volti, di azioni, di nomi, di apparenze, pareti fatte di verità e di non verità, bisogna scegliere attentamente la direzione. Quella sbagliata potrebbe portare alla morte, o ad altro, anche peggiore. Non è colpa di nessuno se esiste, e non esiste per fare del male. È soltanto matematica, ingegno, pretende onestà. Non si capovolge per andare incontro all’inettitudine, all’errore e alla vigliaccheria. Se non si è capaci, si resta fuori. Si comincia sempre a proprio rischio, l’inizio è esplicito, ma poi cominciano le pagine bianche, senza appigli, non ci sono più cartelli. Quelle pagine vuote non si riempiono a proprio piacimento, perché non sono proprio bianche. Non c’è niente, eppure c’è tutto. La superbia di poterle riscrivere a proprio vantaggio, per salvarsi, sarebbe punita severamente. L’incognita appartiene all’unica legge, che controlla tutte le altre, davanti alla quale persino Dio è costretto a fermarsi: non può cambiare infatti quello che non può neanche raggiungere. Una legge non si conquista, non ci si pianta sopra una bandiera e dire per esempio: “questa è la legge di gravità e adesso è di mia proprietà e dei mie figli, ci farò quello che voglio”. Un labirinto è il perfetto e severo modo per fare una distinzione tra chi è valido, preparato, onesto, e chi pretende con la forza di esserlo imponendo alla legge, con la propria autorità, una verità di parte e limitata. Questa oggettività irremovibile è quello che servo, che amo, non mi piego all’impostura di Dio, che si crede superiore ad ogni legge e in diritto di poter uccidere chi vuole per avere, perché, per dirla in termini ippici, punterei sul cavallo sbagliato, soprattutto su quello dopato.
Sarei un mostro se ammettessi che il raggiungimento della verità è una condizione sufficiente per essere in pace con sé stessi e con il mondo. Il vero coraggio non lo possiede chi è fiero di conoscere la realtà, ma chi ammette di non esserlo pur conoscendola e cerca in tutti i modi di renderla migliore.
Crearsi il proprio mondo non farà sparire quello reale…
Abbiamo la convinzione che una cosa sia vera solo se porta con sé quel po’ di tristezza.