Tommaso Gattai – Desiderio
Voglio andare là dove i pigmenti colorano l’anima, nel posto in cui è mantenuta incontaminata l’eternità; tra i grandi monti laddove puro come bruma di bosco è rimasto l’animo umano.
Voglio andare là dove i pigmenti colorano l’anima, nel posto in cui è mantenuta incontaminata l’eternità; tra i grandi monti laddove puro come bruma di bosco è rimasto l’animo umano.
Tienimi con te… contro il cielo, il sole, la luna e le stelle… tienimi con te contro il male e l’odio, la morte e l’oblio.
Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito; l’appagamento è breve e misurato con mano avara.Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole… bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.
Non si desidera ciò che è facile ottenere.
I desideri son come le ciliegie: l’uno tira l’altro. L’uomo saggio evita di fare indigestione.
Chissà cosa si prova camminando lungo la spiaggia senza un pensiero al mondo.
L’anima sazia calpesterà il miele di favo, ma all’anima affamata ogni cosa amara è dolce.