Tracy Chevalier – Sorriso
Sorrideva, e quando sorrideva il suo viso era come una finestra spalancata.
Sorrideva, e quando sorrideva il suo viso era come una finestra spalancata.
Nulla è più che bere gioia dagli occhi altrui.
Bisogna sorridere sempreAnche quando intorno è tutto buioIl sorriso illumina l’immensoIl sorriso è una virtù che a nessuno manca.
Nella luce del giorno ci ritrovi il sole, ma nel buio della notte ricorda sempre di cercare la luna, che seppur celata da qualche nuvola passeggera rimarrà eternamente affissa al cielo, per ricordarti che non esistono oscurità dove la luce non possa fare breccia. Ricorda.
Ho visto un ragazzo diversamente abile ridere di gusto e mi è venuta un’incontenibile voglia di abbracciarlo!
Un sorriso a volte abbaglia, le parole incantano. Lo sguardo dice chi sei.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.