Valentina Librizzi – Frasi sulla Natura
Dinanzi alle straordinarie forze della natura, l’uomo diventa pressoché una lurida ameba unicellulare.
Dinanzi alle straordinarie forze della natura, l’uomo diventa pressoché una lurida ameba unicellulare.
Dio deve andarci piano a sterminare le piccole creature di qualcun altro solo perché non gli appartengono. Ha visto già cosa significa un’indigestione di spirito. Dovrebbe placarsi se vuole godersi i frutti delle sue razzìe il più a lungo possibile. Non è una minaccia, è una osservazione matematica e scientifica. Poi la saggezza appartiene a chi è saggio.
Sono molti gli autoinganni, e servono solo ad uno scopo: proteggersi. Dalla realtà che non si vuole accettare, da un pericolo che è solo dentro il cuore di chi lo pensa e mai all’esterno. Qualcuno ha detto che “mangiare” una persona significa diventare come lei, e in virtù della sua autorità è stato ascoltato. È semplicemente un suggerimento per fuggire dalla realtà, da quello che si è, non cambiarla, neanche in meglio. Per quante illusioni si creino, si vive nella realtà fatta di leggi, fisiche, meccaniche, geometriche, armoniche. Una legge morale, se non tiene conto di queste su cui si basa il mondo, diventa autodistruzione, alimenta la ritirata di fronte al peggiore nemico della sopravvivenza, se stessi. Una maschera non diventa essere, nemmeno scambiando, convertendo la definizione tra le due. Diventa apparenza, qualcosa di cui si è in parte orgogliosi davanti ad uno specchio di vetro, ma niente di più. Si appare secondo un desiderio, ma non si vive, non si concretizza, se non secondo l’effimera apparenza di cui ci si veste. Nel fondo, nell’anima, qualcosa si conosce, si sa. E ci si cammina insieme, con questo senso di nebulosa evidenza, è sempre lì e non si sfugge. Ecco perché qualcuno con uno specchio diverso dal vetro è come un nemico da combattere, per opporsi alla realtà che non piace, agli scambi che la vita non sopporta, allo spirito estratto dall’essere, quello vero, che il sangue non sostiene, un cuore di massa critica per il petto. Ecco qui, il male da cui Dio non può tornare indietro, perché ha attivato reazioni delle leggi fisiche a cui persino Lui doveva stare attento; un sistema si deve trattare secondo la sua natura, non poteva veramente fare “tutto” quello che voleva, nemmeno per amore del Figlio.
Immersa nel silenzio della natura vengo ogni volta contagiata dalla sua infinità e, sprofondando in essa, scopro in me l’angoscia che mi teneva compagnia.
Nessuna evoluzione dovrebbe essere pagata con l’estinzione della razza.
Potessi essere un gatto non farei altro che starmene sul davanzale ad ascoltare e ad ammirare la natura.
Vorrei confondermi tra i petali dei fiori, lentamente cambiare colori e smarrirmi tra i loro profumi.