Vanes Ferlini – Vita
L’autobus alla mattina: una scampagnata di morti di sonno. L’autobus alla sera: il raccoglitore dei rifiuti del lavoro.
L’autobus alla mattina: una scampagnata di morti di sonno. L’autobus alla sera: il raccoglitore dei rifiuti del lavoro.
Canta ancora anima miaDanzate sogni feliciRincorretevi desideri nascostiUrla ancora cuore mioAccendi la voglia di vivere.
Venite pure avanti, voi con il naso cortosignori imbellettati, io più non vi sopporto.Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglioperché con questa spadavi uccido quando voglio.
E tu e ioE tu,metti le ali al tuo cuoree usa la mia spalla come pendioE Tu,Usa le mie maniQuando preghi DioE Tu,Usa i miei occhiPer vedere il mondoE chi sono in fondoE Io?E ioUserò il tuo cuore come cuscino…Quando vecchio scivolerò dal gradinoE io,Mi stringerò più forte a TeQuando ad abbandonarmi sarà anche DioE io,Guarderò il mondo attraverso i tuoi occhiAnche quando i miei ti daranno l’ultimo addio.
A volte sei deriso dalla gente, ma loro non sanno che anche l’ignorante, il male istruito dona emozioni, le sue parole sono petali che vengono giù da un fiore prezioso; Il cuore, esso non ha bisogno di scuole, narra l’amore senza essere errore.
Forse, a volte, le parole servono di più a chi le scrive, nell’ingenua speranza che la morte freni la sua corsa, e gli dèi (o chi per loro) rinsaviscano.
Se è vero che nessuno può risolvere i problemi di questo mondo è anche vero che questo è l’alibi per non provarci nemmeno.