Virginia Bettoja – Vita
Tutto ciò che se ne va è un dolore che rimane.
Tutto ciò che se ne va è un dolore che rimane.
La tasca è stato uno dei primi istinti dell’umanità ed è stata usata per molti anni prima che la razza umana avesse dei pantaloni su sui cucirla; la faretra per le frecce è un esempio e la sacca del canguro è un altro.
Veniamo amati molto spesso,abbiamo costruito un’armatura su di noi,adatta ad ogni occasioneFingiamo, sì fingiamotanto da non riconoscerci più.
Quando capirai che sei venuto al mondo per uno scopo ben preciso, che ad ogni causa corrisponde un effetto, che la realtà, se davvero lo vuoi, non è poi così diversa dalla fantasia. Quando capirai che nessuno potrà mai portarti via quello che hai dentro, che potresti campare cento anni senza aver vissuto neanche un giorno, che morire non è la cosa peggiore che ti possa capitare. Quando capirai che sei parte integrante di un ingranaggio e il tuo contributo serve a renderlo perfetto, quando capirai tutto questo, li comincia la tua vita.
Ci sono baratri da cui è difficile quasi impossibile uscire e a volte ci si trincea dietro una maschera di follia, dietro finti sorrisi e solo quella maledetta grande voglia di vivere ti aiuta ad andare avanti.
Le paure bloccano il vivere ed alimentano il sopravvivere.
Ci saranno altri silenzi, altri tempi per sbagliare, ma adesso ho solo voglia di vivere il sole, quello che ti scalda dentro, ti accarezza dolcemente e ti fa toccare il cielo con un’emozione.