Virginia Woolf – Uomini & Donne
Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri, se vuole scrivere romanzi.
Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri, se vuole scrivere romanzi.
Un decalogo della donna.1) Un encomio con applauso in standing ovation perché siamo tutti loro figli.2) L’intelligenza femminea è da ritenersi superiore perché non finalizzata all’arrivismo e al prevaricante omicidio.3) Finge dei mal di testa per tenera educazione nel non infierire nell’essere inferiore sessualmente.4) Decide sempre come e quando, con chi dividere il talamo (o varie ed eventuali) facendo credere l’esatto contrario o d’essere non in grado d’intendere.5) Non ha bisogno di particolari attenzioni, a parte: ascoltarla sempre, complimentarla spesso e rendere ogni giorno diverso finalizzandolo al suo ego6) Gli esemplari in minigonna, autoreggenti e décolleté ariosi sono senza dubbio appagate dall’ego esibizionista e vanitoso. La donna che fa immaginare intravedendo se la vive più sicura e serena.7) Non esistono donne brutte, solo uomini distratti. Al limite per stimolare l’attenzione latente e carpire sfuggenti sfumature occorre della vodka.8) La donna non tradisce mai, lascia. Se non può lasciare non è tradimento.9) Se sei geloso penserà che non hai fiducia in lei. Se non sei geloso sarà sicura che non l’ami.10) A parte il punto 1 tutto ciò citato sopra è vero come i suoi esatti contrari.
Siamo donne forti! Ma siamo veramente così forti da farcela da sole!? Sempre!? No. Non sempre. Spesso crolliamo, ci rifugiamo in un silenzio che fa quasi paura a noi stesse. E anche dietro il più bel sorriso soffriamo. Ci arrabbiamo, ci rimproveriamo e pretendiamo sempre il massimo. Siamo forti si, ma non certo indistruttibili!
Quel che diciamo fra le braccia d’una donna non oseremmo mai dirlo nemmeno a noi stessi.
Discutere con una donna è come venire arrestati: ogni parola che dici potrebbe essere usata contro di te. La differenza è che nessuno ti legge i tuoi diritti, non puoi chiamare un avvocato per difenderti e, a quanto pare, non hai neanche il diritto a rimanere in silenzio, tanto la tua situazione si aggraverà per principio.
Quando una donna ti chiede un consiglio “per un’amica”, nove volte e mezza su dieci “l’amica”, è lei. E la rimanente mezza, te lo confessa dopo dieci minuti.
Ma, senza accusare Kitty, Levin non poteva fare a meno di pensare che anche l’educazione di lei, troppo superficiale, troppo mondana, fosse un po’ colpevole di questa inerzia. “Oltre alle cure di casa, alla sua toilette, alla broderie anglaise, non ha nessun interesse serio. Non s’interessa delle sue occupazioni, non dell’azienda, dei contadini, non della musica (eppure era abbastanza brava), non della lettura. Non fa nulla ed è completamente soddisfatta della sua vita”. Levin non capiva che sua moglie si preparava a un periodo di attività che l’avrebbe obbligata ad essere insieme moglie, padrona di casa, madre, nutrice ed educatrice, dei suoi figli. Non capiva che essa sapeva queste cose per istinto, e preparandosi a questa tremenda fatica si concedeva dei momenti di spensieratezza, di felicità nell’amore, per poter apprestare meglio il suo futuro nido.