Voltaire (François Marie Arouet) – Luoghi comuni
Il pubblico è una bestia feroce: bisogna incatenarlo oppure fuggire.
Il pubblico è una bestia feroce: bisogna incatenarlo oppure fuggire.
La serva non è più serva ma “colf”. Il cieco è un “non vedente”. Il sordo è un “audioleso”. Lo spazzino è un “operatore ecologico”. Il portantino dell’ospedale è un “paramedico”: Non resta che trovare un nuovo nome per il cornuto.
Amo essere precisa e giusta, se gli altri non lo sono non mi riguarda, poco mi importa il problema è loro.Quando capisci come va il mondo hai due scelte o ti corrompi o ti isoli.La moltitudine spesso appartiene ai deboli, tiene insieme persone legate solo da un’interesse comune,La solitudine lega l’uomo al suo io, se sceglie di dividersi lo fa solo con qualcuno dove vede il suo riflesso, lega un il pensiero le idee un’amore comune.
Domani è un altro giorno.
Il più felice mortale ha sparso delle lacrime. Dal miscuglio dei piaceri e delle pene risulta quel che si chiama vita, cioè un tratto di tempo determinato, sempre troppo lungo agli occhi del saggio, che deve impiegarsi a fare il bene della società, nella quale ei si trova per godere le opere dell’Onnipotente, senza ricercarne follemente le cagioni.
Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.
A Milano c’è la nebbia anche ad agosto.