Carla Compierchio – Desiderio
Non si deve essere padroni dei propri desideri, lo si deve essere della propria volontà.
Non si deve essere padroni dei propri desideri, lo si deve essere della propria volontà.
Vorrei che i nostri corpi si fondessero di nuovo, per sentire ancora quel brivido che solo tu mi sai dare, con la tua seduzione, che accende il mio desiderio.
La speranza? È la molla, la spinta, lo stimolo forte che ti incita a non mollare mai il tuo fine, il tuo scopo. A non perdere mai di vista il traguardo, qualsiasi esso sia, anche se sembra poco probabile e lontano nel tempo. La speranza è vita. Senza speranza la nostra esistenza è già finita.
Sei come un cono gelato che si sta sciogliendo, perché non bisogna perdere tempo se si vuole assaggiare il tuo sapore.
Amo fare l’amore e lo faccio spesso. Se non lo faccio non riesco a concentrarmi né sullo studio né sul sonno né, tantomeno, al lavoro. È una mia dipendenza, o meglio un bisogno da soddisfare il più possibile, di cui (almeno per ora) non mi va di fare a meno.
Cosa si può rispondere alla domanda: “come fai?” Si perché è questo che mi hanno chiesto più di una volta. Io ho sempre risposto “faccio”. Sono una mamma, “faccio la mamma”. Mi dicono “speciale”: si speciale come solo una mamma può esserlo. Una mamma che tante volte piange, ma solo di nascosto, perché per tuo figlio devi essere forte e rassicurarlo con il tuo sorriso. Speciale e guerriera perché devi lottare per conquistare diritti che ogni giorno gli vengono negati. Una mamma che tante volte si è “arrabbiata”, perché per il proprio figlio avrebbe voluto giochi, i primi passi, le prime uscite, la fidanzatina, e troppe volte si è chiesta: “perché a lui no?” Una mamma che adesso prega, prega e dice grazie, perché mio figlio è un dono. È lui quello speciale, l’eroe della mia vita.
Non serve tanto il desiderio di credere quanto quello di scoprire, che è esattamente il suo opposto.