Monica Cannatella – Desiderio
Vorrei perdermi in giorni senza memoria.
Vorrei perdermi in giorni senza memoria.
La spogliava con i pensieri, scorreva ogni curva del suo corpo, baciava ogni lembo di pelle. La possedeva senza sfiorarla, era dentro di lei, le apriva l’anima e vi affondava tutto il suo essere a respirarne l’odore. Poi i pensieri si fecero mani e labbra, sudore e gemiti, respiri e carne. Nulla più esisteva. Solo il desiderio, la voglia di aversi, di respirare quei pensieri che bruciavano, di consumare quella voglia che li teneva svegli, la notte.
Tra odio e amore c’è un velo sottile, non si capisce mai quando termina l’uno e comincia a esistere l’altro.
Se qualcosa si rompe non puoi farla tornare com’era un tempo, anche gli oggetti si rompono, ci metti sù un po’ di colla, ma se poi non lo tocchi con delicatezza il pezzo che hai incollato cadrà di nuovo, pero lo aggiusti lo stesso, perché a quell’oggetto ci tieni. Non puoi fare la stessa cosa con un amore o un amicizia, li non puoi aggiustare nulla, perché in entrambi i sentimenti se viene a mancare la fiducia o l’amore, niente tornerà mai come prima. È facile dire tutto si aggiusta! Ma si può davvero aggiustare tutto?
Gli occhi piangono perché ho visto milioni di fratelli e sorelle disperarsi perché non avevano nulla da mangiare. Ho visto troppi essere umani piangere la perdita dei loro cari, strappati da questo mondo per mano dei loro stessi simili. Troppe mamme piangere sulle bare dei loro figli. Tante, forse fin troppe donne, violentate e massacrate prima da uomini e poi da un sistema che non rende loro giustizia. Gli occhi piangono perché non trovo una giustificazione a tale cattiveria. Perché è l’unico modo che ho per dire “mi dispiace” ma nonostante questo non c’è nulla che “io” possa fare, e rimango inerte a guardare la rovina dei miei simili.
Non rimpiango niente di ciò che ho vissuto, nel bene o nel male, tutto mi è servito da lezione.
E mi nascondo dietro finti sorrisi, mostro felicità che non provo, fingo una serenità che non ho, un allegria che mi manca. Mi vanto di un coraggio inesistente, continuo a recitare la mia parte, come unica ed assoluta protagonista di una vita, che è solo una finzione!