Antonio Dimasi – Desiderio
Che incantevole immagine di sera penetrava nei miei occhi. Mi rispecchiavo in un blu profondo con la voglia di immergermi dentro.
Che incantevole immagine di sera penetrava nei miei occhi. Mi rispecchiavo in un blu profondo con la voglia di immergermi dentro.
Un giorno vorrei essere donna per vedere i miei errori di uomo, un giorno vorrei riavere i miei occhi di bambino per vedere sempre un mondo a colori, un giorno vorrei vedere realizzarsi il mio sogno per vedere se ho perso tempo a guardare il cielo, un giorno vorrei rivivere quel giorno per vedere se con un’altra scelta la mia vita sarebbe stata diversa, un giorno vorrei un giorno tutto per me perché ho ancora tanto da imparare da me stesso.
Ho forgiato la chiave della porta di una magica città dei desideri… se il nostro amore è considerato un peccato da tutti saremo allora ben accetti.
La vita è un filo sottile legato al nulla che vive della speranza di un sogno chiamato domani.
Vorrei che la luna mi parlasse, vorrei stare ad ascoltare belle storie d’amore al chiarore della sua luce, mentre tutto intorno tace e si sente solo il battito dei cuori innamorati, che con la purezza dei loro sentimenti ripuliscono il mondo dall’odio. Anche se per una notte, una sola notte, è bello avere la consapevolezza del trionfo dell’amore.
I desideri sono come le foglie di un albero, nascono fragili, insistentemente crescono, prendono forma e crescono ancora… arrivando alla massima espressione e vitalità. Una volta esauditi, iniziano il processo di ritorno, si lasciano trascuratamente cullare dal vento, si spengono lentamente, e cadono insieme ad altri pensieri e nuovi desideri che velocemente si insinuano rinnovando ogni vita.
Ho aspettato invano un motivo per restare.