Altan (Francesco Tullio Altan) – Desiderio
Che cosa non darei per fuggire all’Ovest di me stesso.
Che cosa non darei per fuggire all’Ovest di me stesso.
Tutte le carni dure sono buone per un buon sugo. La carne tenera è, però, la migliore e se la mangi ne apprezzi il gusto mentre fremi e, aneli farne ripetuti bis.
Vorrei riempire il cielo del tuo cuore,lo ricolmerei di stelle cadenti,affinché tu possa esprimere miliardi di desideri,tutti interamente realizzabili.
Quanti occhi guardano in alto, sù nel cielo, e sospirano, amando, e sognano, implorando una stella affinché il desiderio si avveri.
È troppo semplice nascondersi dietro ad un “passerà”, è troppo semplice sminuire ciò che si sente, è troppo semplice non dare il “giusto” nome ai propri desideri. Il mio sei tu: la mia mania, la mia malattia.
In genere l’uomo ha soltanto desideri, e ciò che chiamiamo una volontà forte o debole non è altro che la permanenza più o meno forte dei nostri desideri. La volontà autentica è un potere derivato non tanto dai vari desideri, di regola contraddittori, appartenenti ai diversi “io”, ma derivato dalla coscienza e governato da un io unico e permanente.Soltanto questa volontà agisce e trasforma… può essere definita libera, perché è indipendente dal caso e non può essere modoficata o diretta dall’esterno.
Ciò che tarda avverrà: ecco inizia ad albeggiare.