Francesco Iannì – Destino
Non c’è sorte, per chi incolpa il destino di tutto.
Non c’è sorte, per chi incolpa il destino di tutto.
A volte mi chiedo: “Se veramente tutto è scritto a che serve vivere?”Poi mi rendo conto che se non l’ho scritto io o non me lo ricordo, il destino rimane nascosto e quindi le scelte che faccio sono scelte inconsapevoli. Ma cosa succede nel momento in cui scelgo consapevole di scrivere proprio in quel momento una parte della mia vita?
Il destino è in grado di far vacillare anche le certezze assolute.
Morti saremo tutti uguali, perciò sarebbe bello partire alla pari quando nasciamo.
Solo un maestro insegna, le altre parole sono rumori di fondo, esistono se sono vere senza bisogno di alcuna autorità, poiché non è la conquista e il controllo che bramano. Sono specchio di realtà sconfinate, e non possono evitare il suo lento suicidio, né prendere il suo posto, né salvarlo.
La linea di confine che separa l’essere spensierati dall’essere incoscienti può essere molto sottile.
In realtà, colui che si nasconde da tutti altro non desidera che farsi trovare da qualcuno.