Lailly Daolio – Destino
Non farti rovinare la vita dal quel mezzo pugno di futili ricordi di un passato che ormai è passato.
Non farti rovinare la vita dal quel mezzo pugno di futili ricordi di un passato che ormai è passato.
Adoro l’adrenalina. Sconvolge i pensieri, agita il cuore, anima le emozioni, stimola la mente. Ogni cellula si sente viva e non solo vivente.
Sai di essere sul treno giusto solo quando sei partito.
Come una duna nel deserto… che muta la sua forma al tocco del vento… ogni giorno diversa.
A volte, dalla sofferenza, sorge la piena consapevolezza che è giunto il momento di cambiare direzione.
Destino?Si, l’ho incontrato una volta.
Avvertire circa la pericolosità di una direzione, non vuol dire intimidire con discorsi inconsistenti, né si vuole il male per chi la sceglie, anzi. Da ben altre direzioni giunge questo male invisibile, potente, in cui si ripone fiducia. La vittima non può fare altro che dimostrare l’esattezza di conoscenze in superficie, visibili, dati di fatto, intimidiscono solo perché mettono in discussione il proprio agire, la solidità ingannevole di una nuova struttura. Dico: il mio spirito consuma l’intera struttura come una “droga” di cui non si può più fare a meno, ma che lo sta distruggendo, e crollerà alla fine, la struttura di Dio, dell’Architetto, il creato insieme al creatore, la Mente insieme al corpo. Dato di fatto che potrebbe vedere anche Lui. Minaccia? Suggerimento. Se un’azione porta il collasso e la morte, chi dice di volere la pace, la giustizia e la vita, interrompa l’azione, se è fedele alla dottrina che insegna. La vittima non può far niente per evitarlo, solo… guardare lo spettacolo. Posso dispiacermi per questo creato, ma è di Dio, non mio. Non si può paragonare quindi il mio rincrescimento con lo strazio che dovrebbe provare il Padre verso la rovina perenne della sua creatura, della sua costruzione di stelle e di mondi, della sua stessa vita e del Figlio unigenito. Cambiare i nomi dei suoi figli per evitarlo è una superficialità che da Lui non mi aspettavo, contro cui sta andando a sbattere: cambiare nome non cambia l’essenza, la sostanza, che resta uguale, come un vestito non cambia chi lo indossa.