Marguerite Yourcenar – Destino
Quelle famiglie i cui stemmi tappezzano i muri delle chiese discendono a volte da straccioni ribelli.
Quelle famiglie i cui stemmi tappezzano i muri delle chiese discendono a volte da straccioni ribelli.
Su una pietra ho infranto ieri un’anfora di porcellana:Ero ebbro quando commisi quell’atto nefando.E l’anfora allora mi disse, in un suo muto linguaggio:”Io fui come te, anche tu come me sarai”.
È stato il destino a farci incontrare, a farci capire chi siamo e ad incasinarci l’esistenza.
All’ottimista può solo andare peggio.
Ognuno di noi deve e può realizzare il proprio destino. I propri sogni. I propri desideri. Ma, bisogna rischiare anche di farsi male senza limitarsi ad aspettare. Bisogna lottare, combattere e con caparbia “sperare”. Tutti possiamo realizzare ciò che vogliamo bisogna solo crederci davvero! “Volere è potere”.
L’universo, nonostante le sue precise leggi fisiche, non è esattamente un posto prevedibile. Le azioni corrono più svelte delle intenzioni. Stelle che non si credeva sarebbero diventate nova prima di un miliardo di anni, esplodono improvvisamente. Fiori fatti per sbocciare, appassiscono. Ambasciatori ufficialmente designati non hanno la possibilità di presentare le loro credenziali. Trattati stipulati con mille sottigliezze non vanno in atto. Rigide formalità protocollari frutto di lunghe consultazioni vengono gettate da parte, come se il caso si divertisse a tendere imboscate ai virtuosismi della diplomazia.
Il destino è segno di rassegnazione e non di speranza! Io non credo nel destino!