Chiara Micellone – Felicità
La libertà, intesa come indipendenza emotiva, è quella che, accompagnata a una certa dose di follia, ci conduce verso la felicità.
La libertà, intesa come indipendenza emotiva, è quella che, accompagnata a una certa dose di follia, ci conduce verso la felicità.
È terribile quando si sbiadisce un volto, un momento, senza più riuscire a ricordarlo, domandarsi chi sia quell’estraneo che abbiamo sfiorato. Dimenticare, nelle ore, nei giorni, nei mesi, lungo il tragitto della vita. Il ricordo di dettagli apparentemente importanti, privi di emozioni realmente sentite. Dispiacersi per qualcosa di cui non possiamo sentirci in colpa, un processo naturale al quale non possiamo opporci.
Sono una persona felice di avere la vita che ha. Felice dei miei casini, dei miei problemi. Felice delle belle persone che ne fanno parte. Felice dei miei pregi e dei miei difetti. Felice di essere la gioia di alcuni e l’incubo di altri. Sono felice perché dietro i casini inverosimili che la vita ci regala io sono riuscita a rimanere me stessa, a non perdermi nella massa di un opportunismo ipocrita. Felice di essere quello che sono e a chi non vado bene che si rassegni perché non cambio!
Un’idea non può essere imposta, un’idea va condivisa, poi la si può accettare o meno.
È una felicità illusoria e momentanea, quella ottenuta attraverso ricchezze materiali, frivolezze e poteri. La vera felicità ci accarezza l’anima; ci riempie interiormente. Non si vede ma si sente in modo semplice e puro.
La felicità è come il tramonto del sole, passa davanti agli occhi senza che te ne accorgi.
Se vivrai credendo che ami quel bene perché sei parte di quel bene vivrai felice.