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Marcantonio Pindinello – Figli e bambini

Padre e figlio una “guerra” che viaggia su binari infiniti, pensieri diversi, mentalità opposte che si scontrano, epoche diverse. Rabbia, grida che si alzano in volo, chi vincerà? Nessuno, poiché ognuno ha ragione, uno vuole proteggere, aiutare, non far fare gli stessi errori. L’altro vuole farli peché vuole sbattere la testa da solo, sbagliare, da solo, vuole solo un po’ di spazio.

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  • Lev Nikolaevic Tolstoj – Figli e bambini

    Il padre e il professore erano tutt’e due scontenti di Sereza, e infatti il ragazzo studiava male. Ma non si poteva dire che fosse poco intelligente. Al contrario, era più intelligente di tutti quei ragazzi che il professore gli portava ad esempio. Ma non poteva imparare quel che gl’insegnavano perché nella sua anima c’erano bisogni differenti da quelli che supponevano i suoi maestri. Aveva nove anni, era ancora un bambino, ma conosceva la sua anima e la proteggeva come la palpebra protegge l’occhio, e non vi lascia entrare nessuno che non avesse la chiave dell’amore. I maestri si lamentavano che non volesse studiare, ma la sua anima era assetata di sapere. E imparava da Kapitonyc, dalla bambinaia, da Nadenka, da Vasilij, e non dai maestri.

  • Lina Viglione – Figli e bambini

    Non esistono mamme perfette. Oppure è quella che sa di non esserlo e per questo cerca di migliorarsi ogni giorno, ed è sempre pronta a dire: ops, forse ho sbagliato,. Ho sbagliato ancora una volta, e adesso cosa posso fare per rimediare? Io mi sento di dire che sono una brava mamma, rompiscatole, e parto dal presupposto che la perfezione non è di questo mondo e sopratutto nessun essere umano lo, e io sono un essere umano e voglio essere solo una brava mamma, che riesce dare amore ai suoi figli e essere coscienti dei propri errori e imparare. L’amore, quello per i figli va sempre espresso e mai dato per scontato solo perché noi lo riteniamo una cosa naturale. Basta far sentire e dire ai propri figli che li amiamo e per loro saremo già una mamma quasi perfetta. Ma almeno Come casalinga e amministratrice me la cavo abbastanza bene. E vi pare poco?

  • Antonella Coletta – Figli e bambini

    Il sorriso viene dalle cose semplici. Dai ricordi, per esempio. Dal pane e marmellata della merenda da bambini. Dal gessetto che tracciava un percorso “saltellante” sull’asfalto, dai cartoni di Heidi, dalle filastrocche un po’ stonate. Dall’esserci salvati dalla punizione di andare dietro la lavagna, con la faccia rivolta verso il muro. Un sorriso macchiato di Nutella o della mamma che ci abbraccia per un bel voto. Dei cavalli a dondolo e della piscina di Barbie. Della Befana cui fingevamo di credere, sapendo benissimo che era la mamma a suonare il campanello. Il sorriso del pane e pomodoro fresco quando ti fermavi per un giorno intero sulla riva del male, della sabbia dentro al costume che prendeva vita propria e si muoveva. Il sorriso di te che disegnavi su fogli bianchi un mondo e avevi il coraggio e l’ardire, come tutti i bimbi, di dar vita a bambole e sogni. Il coraggio di alzarsi pimpanti dal letto alla domenica mattina. Il sorriso dei ricordi; Il sorriso nostalgico di alcuni profumi.