Helen Morrison – Figli e bambini
– Mamma da grande voglio diventare come te.- No tesoro tu sarai migliore di me e sai perché?Perché il prossimo sarà sempre migliore di quello passato.
– Mamma da grande voglio diventare come te.- No tesoro tu sarai migliore di me e sai perché?Perché il prossimo sarà sempre migliore di quello passato.
Purtroppo nessun figlio sceglie il proprio genitore, nessun genitore sceglie il proprio figlio, e ci troviamo tante volte a non condividere le lore opinioni con le nostre, la perfezione che ci auspichiamo non esiste, ma esiste l’amore, quello che per un figlio va sempre espresso e mai dato per scontato solo perché la si ritiene una cosa naturale. Basta far sentire e dire al proprio figlio che lo si ama e per lui sarai già di avere una mamma perfetta.
Splende a te la stella di fuocoche ti dà il benvenuto accompagnata da brezza marina blui profumi dei peschi si fondono con la tua essenza di latte e incantoche porta a cuore e mente sogni infantili di giochi perduti eMentre i tuoi occhi specchiano i suoi, è già amore a prima vistatessuto negli sguardi segreti di chi si conosce da sempre.Oggi è festa, possa esser sempre così la tua vitadolce miele di api estive, abbondanza di raggi a te eNuvole rosate posate nel cielo come acquerello d’artistati facciano da cornice in questo mondoe l’azzurro domini la tua esistenzacolore dell’anima infinita e semplice fiocco di nascita.
Quante volte da piccoli correvamo nel blu, occhi chiusi e braccia aperte, il vento che accarezzava il corpo, volare via con il pensiero, e sfidare la più alta fantasia, raggiungendo altezze visibili solo alla purezza dell’innocenza.
Piccola mia guardando nei tuoi occhi profondi ho imparato a credere nelle leggende piene di mistero come te. Ma soprattutto ho imparato che la realta a volte è più enigmatica di qualunque fantasia.
I figli sono la nostra vita sempre. Firmato la mamma.
Noi mamme speciali siamo belle, nelle nostre insicurezze e nelle nostre paure. Belle, nella stanchezza della sera o al mattino con le occhiaie, perché abbiamo trascorso la notte a “consolare”. Siamo belle nel nostro essere leonesse, anche con le mani “infermiere” che tremano, negli angoli delle nostre bocche quando abbozziamo un sorriso “che domani andrà meglio”. Siamo belle quando “nude” di fronte al dolore e spesso di nascosto, piangiamo lacrime d’amore, quando pensiamo di non farcela e cadiamo ma poi ci rialziamo sempre e continuiamo ad amare, a sognare e a urlare, sì a urlare perché la vita ci deve ascoltare!