Molière (Jean-Baptiste Molière Poquelin) – Filosofia
Mi disturba di più trovare uomini di bassa morale, ingiusti o egoisti, che vedere scimmie maliziose, lupi selvaggi, o l’avvoltoio vorace.
Mi disturba di più trovare uomini di bassa morale, ingiusti o egoisti, che vedere scimmie maliziose, lupi selvaggi, o l’avvoltoio vorace.
Nel buio si vedono stelle che alla luce non si scorgono.
Come quasi tutti gli ex-marxisti della mia generazione, ero un neofita del liberalismo, e nel mio entusiasmo semplicistico e ignorante lo usavo come una mazza. In sostanza, non facevo altro che adoperare il liberalismo per semplificare indebitamente la realtà, più o meno come si faceva pochi anni prima usando il marxismo. Rimaneva invariato l’atteggiamento psicologico, la presunzione semplificante. Avevo cambiato le mie idee per rimanere identico a me stesso. Di fronte alla richiesta di occuparsi seriamente e concretamente dei problemi delle donne, degli omosessuali, della gente scura di pelle, l’importante era disporre di un’elegante via di scampo. Non era poi così essenziale che, mentre anni prima la scappatoia era l’appello alla lotta di classe e a una perfetta rivoluzione, negli anni ottanta, con la crisi del marxismo, si fosse resa disponibile un’altra chiave universale: l’assolutezza dei criteri formali di uguaglianza. La sicumera rimaneva identica a se stessa.
Un futuro immaginato può permettersi di modificare il passato.
Siamo una combinazione di eventi che si incontrano per accadere.
L’apparenza è una porta chiusa; l’ignorante non cerca la chiave per entrare, l’intelligente si…
L’odore del piatto parla del cuoco.