Klara Erzsebet Bujtor – Filosofia
Se volessi fare un’esperienza, vorrei trovare nuove emozioni che conducono a me stesso.
Se volessi fare un’esperienza, vorrei trovare nuove emozioni che conducono a me stesso.
L’armonia invisibile è una sfera perfetta e incontaminata. Quella visibile, invece, si deforma continuamente sotto il peso della realtà.
Hai tentato di sottrarmi i sogni? Hai perso…
Chi pensa di sapere sempre la verità, è il presuntuoso colui che ritiene di saperne sempre di più degli altri, il superbo, con l’alta opinione di sé, che ostenta le sue doticolui che difficilmente troverà la strada dell’umiltà…
Vivere le cose è “per sempre”, non viverle significa “mai”.
Mi trovo obliquo e tangente a realtà d’infiniti universi.
L’essere è sé. Ciò significa che non è né attività né passività. Non si può tuttavia dirlo “immanente a se stesso”, perché l’immanenza è sempre un rapporto a se stesso. Ma l’essere non è rapporto a se stesso, è invece se stesso. Riassumeremo tutto questo dicendo che l’essere è in sé.Che l’essere sia in sé significa che esso non rinvia a sé, come fa la coscienza di sé: questo sé esso lo è. In realtà, l’essere è opaco a se stesso e lo è perché è pieno di se stesso. È ciò che diremo meglio affermando che l’essere è ciò che è.L’essere è, l’essere è in sé, l’essere è ciò che è. Ecco i tre caratteri che l’esame provvisorio del fenomeno d’essere ci permette di attribuire all’essere del fenomeno.