Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort – Filosofia
Il pessimista si lamenta al vento,l’ottimista aspetta che il vento cambied il realista aggiusta le vele.
Il pessimista si lamenta al vento,l’ottimista aspetta che il vento cambied il realista aggiusta le vele.
È a causa del sentimento della meraviglia che gli uomini ora, come al principio, cominciano a filosofare.
Io sono uno di quelli che si sentono liberi solo dentro una poesia.
La mia rabbia è cenere che vola nell’ignoranza.
La differenza tra il filoso e lo scrittore: il primo non diffonde i suoi tratta principali alla collettività, il secondo viceversa vende le sue primizie.
Il silenzio è insostenibile. È più facile rinunciare al pane che al verbo. Il moto dello spirito esige parole in massa, senza le quali, avvolto su se stesso, rimugina la sua impotenza. Disgraziatamente l’eloquio scivola nello sproloquio. Anche il pensiero vi tende, sempre pronto a espandersi, a gonfiarsi. Arrestarlo con l’acredine, contrarlo nell’aforisma o nella battuta, significa opporsi alla sua espansione, al suo movimento naturale, al suo slancio verso la prolissità o la dilatazione. Da qui i sistemi, da qui la filosofia, da qui la letteratura.
Per quante maledizioni lanciano, è troppo tardi: Dio è già morto, e non lo sa. Si crede sempre che il male possa cambiare la natura profonda delle cose, le conseguenze delle azioni, o che il potere possa aggiustare tutto in ogni situazione, e impossessarsi di tutto. Per questo motivo, gli dèi hanno fallito.