Riccardo Stagno – Guerra & Pace
È inutile vincere quando in palio c’è un misero pezzo di carta.
È inutile vincere quando in palio c’è un misero pezzo di carta.
La pace esige una sua psicologia, un suo spirito morale, che, prima di rivolgersi agli altri, si riflette sopra colui che vuole esercitare la pace.
La voglia degli USA di portare la democrazia nei popoli del mondo è direttamente proporzionale alla quantità di materie prime preziose che tali popoli hanno nel loro territorio, moltiplicata per il risalto mediatico che tale intervento potrebbe avere nei loro elettori.Ed è quadraticamente proporzionale alla quantità di chilotoni che getteranno sulle loro teste.
Il silenzio è una discussione portata avanti con altri mezzi.
Adesso ci sono i soldi della guerra. Quella che promette aiuti. È diventata buona la guerra, umana, generosa, compassionevole, umanitaria? No, ma deve farlo credere. È fondamentale creare consenso alla guerra, far vedere che belle cose produce. Ci avevano già provato in Kosovo. L’idea della ‘guerra umanitarià si è formata sostanzialmente in quell’occasione: quando si decide di bombardare, di ammazzare, conviene garantire che dopo arriveranno gli aiuti. Certo si tratta di molto danaro, ma in fondo costa quanto un giorno o due di guerra, è un costo aggiuntivo che vale la spesa: è pubblicità, è comunicazione. E il mondo ‘umanitariò, in buona misura, è stato al gioco.
In tempi di pace l’uomo guerriero si scaglia contro se stesso.
A volte siamo in lotta per qualcosa che non merita nemmeno il nostro pensiero.