Isaac Asimov – Informatica
Non ho paura dei computer, ma della loro eventuale mancanza.
Non ho paura dei computer, ma della loro eventuale mancanza.
L’hacker è una persona che è andata al di là dell’uso del computer per sopravvivere (“Mi porto a casa la pagnotta programmando”) e guarda piuttosto ai due stadi successivi. Lui (o, in teoria ma in pratica fin troppo raramente, lei) usa il computer per i propri legami sociali: l’e-mail e la Rete sono mezzi bellissimi per avere una comunità. Ma per gli hacker un computer significa anche intrattenimento. Non i giochi, non le belle immagini sulla Rete. Il computer in sé è intrattenimento.
Nella rete regna il caos, un sistema utile, potrebbe essere visto come una catena virtuale, che collega le notizie alla fonte cosicché i commenti, compaiano ugualmente in tutte le notizie riproposte.
Internet: privacy a rischio totale. Comincio a pensare che forse è ora di iniziare a fare la spia di noi stessi.
Internet sta diventando un cervello artificiale, e noi, siamo i neuroni.
Internet è una pippa planetaria, un collettore delle frustrazioni di milioni di persone.
Settembre andiamo, è tempo di migrare… diceva il sistemista ai suoi server.