Fabrizio De André – Ipse dixit
Io cercai di imparare la Treccani a memoria, e dopo maiale, Majakowsky, malfatto, continuarono gli altri fino a leggermi matto.
Io cercai di imparare la Treccani a memoria, e dopo maiale, Majakowsky, malfatto, continuarono gli altri fino a leggermi matto.
Credo nella saggezza degli americani.
Sapevo benissimo di essere un brutto bambino. C’è sempre un motivo quando la gente ti chiama Dumbo.
A che serve “sapere” se non si sa a che serve?
Benedetto Croce diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d’arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l’esuberanza creativa.
I giudici vogliono Berlusconi qui in udienza, non sono interessati né ai rifiuti di Napoli né ad Alitalia.
È un disastro, mi perdo la Roma in Champion’s League…