Mariarosa Carniti – Lavoro
Già da bambina non avevo grandi ambizioni. Giocavo alla piccola disoccupata.
Già da bambina non avevo grandi ambizioni. Giocavo alla piccola disoccupata.
Se avessi 28 anni e fossi laureato, forse avrei cantato “ragazzo fortunato”, invece ho 28 anni e non sono laureato e quindi mi è toccato “sei uno sfigato”.
Il buon insegnamento è per un quarto preparazione e tre quarti teatro.
Siamo arrivati ad un punto davvero critico se proviamo più piacere all’idea di incorniciare un contratto di lavoro appena firmato piuttosto che il diploma o la laurea.
Anche in questa epoca nostra in cui la sofferenza delle masse è formidabile e i problemi sociali sono straordinariamente complicati, può esserci una gioia di vivere, sol che noi vogliamo vedere in ogni problema che il nostro tempo ci pone un compito a noi affidato. Come può ogni singolo individuo venire a capo di questo campito? Ciò dipende dalla sua capacità personale e dalla sfera di azione a lui affidata. Ma chiunque di noi voglia comprendere, può raggiungere la più alta felicità che l’uomo possa conoscere: quella di lavorare per la felicità altrui.
I dirigenti, i sicofanti, i lacchè, cambiano posto, partito, azienda, giornale, televisione, ma non cambiano mai la testa, restano sempre asserviti al potere.
A Milano gli affari si combinano con un colpo di telefono, a Palermo anche con un colpo di lupara.