Grazia Deledda – Libri
Nelle vie luminose, nelle alte case battute dal sole, dal vento e dal riflesso del mare, tutto era luce, gioia, poesia.
Nelle vie luminose, nelle alte case battute dal sole, dal vento e dal riflesso del mare, tutto era luce, gioia, poesia.
In mancanza di un buon libro cercherò di fare un bel sogno.
Mattia, amore, incontrarti è stata la cosa più bella che mi potesse capitare. I tuoi occhi limpidi e sinceri hanno acceso una luce in me, che brilla e mi invade quando il tuo sguardo mi sfiora. Sentirmi amata da te mi ha fatto dimenticare tutte le mie insicurezze. Ogni volta che cadevo in qualche strano pensiero, tu mi hai aiutato a rialzarmi. Mi ascolti, mi proteggi, ti prendi cura di me, come se fossi la persona più speciale del mondo. Io ti guardo e capisco, capisco che sei unico e quando balli vedo comparire tutto il mondo fantastico che porti dentro di te. Te lo dico sempre e lo ripeto, tu non sei i questo mondo, sei un alieno travestito. L’ho capito subito, sia dai salti disumani che fai, sia dal tuo atteggiamento insolito. Auguro a chiunque di trovare una persona in grado di farla sentire come mi fai sentire tu. Sei il mio principe. Spero che questa settimana faccia capire a tutti chi è veramente Mattia. Spero che scoprano quale persona corretta, sincera e piena d’amore si nasconde dietro la tua timidezza. Esplodi, amore. Mostra a tutti chi sei. Non sai che piacere provo tutte le volte che, dopo essermi fatta male, tu ti prendi cura di me, tutte le volte che piango e mi asciughi le lacrime con le guance. Nessuno mi ha mai detto quello che mi ricordi tu ogni giorno, per questo spesso ho paura di non essere all’altezza. Ma poi sento che mi ami per quella che sono, con i miei mille difetti, perché il tuo cuore è grande e guarda dentro, riesce a spogliarmi completamente. E così voglio finire io, ricordandoti che ti amo, ti amo tanto.
Aforista: scrittore che con una manciata di parole vuole far concorrenza a un libro intero, e con un piccolo libro a una biblioteca.
Ed ecco una voce dai cieli esclamare: “Questo è il mio figliuolo, il diletto in cui mi compiaccio”.
Merthin le lanciò un’occhiata di fuoco “è l’ultima volta.””Che cosa vuoi dire?””Se scegli adesso, sarà per sempre. Non intendo stare qui ad aspettarti, a sperare che un giorno cambierai idea e diventerai mia moglie.”Per Caris fù come uno schiaffo.Merthin continuò: “Se quella che mi hai appena comunicato è davvero la tua decisione, io mene andrò e cercherò di dimenticarti. Ho 33 anni, non ho più tutta la vita davanti. Mio padre ne ha 58 e sta morendo. Sposerò un’altra donna, che mi darà dei figli e vivrà felice con me nel mio frutteto.”L’immagine di Merthin felice con un’altra donna era un pensiero intollerabile, per Caris. Si morse il labbro, cercando di non scoppiare in singhiozzi. Aveva le guance rigate di lacrime.Merthin proseguì implacabile: “Non voglio sprecare la mai vita ad amare te” disse.Fu come una pugnalata. “O lasci il convento o ci resterai per sempre”. Caris cercò di guardarlo negli occhi. “Non potrò mai dimenticarti. Ti amerò per sempre”.”Non abbastanza però”.
Fantasticare infaticabilmente per lunghe ore con l’attenzione fissa su qualche frivolo fregio marginale, o su qualche anomalia tipografica di un libro; incantarmi durante quasi un’intera giornata estiva nello studio di un’ombra insolita cadente di sghimbescio sulla tappezzeria o sull’uscio; perdermi per notti intere a contemplare la ferma fiamma di una lampada, o le braci del camino; sognare per giorni e giorni intorno al profumo di un fiore; ripetere monotonamente parole comuni sinché il loro suono, a forza di essere ripetuto, cessava di rappresentare alla mente un’idea purchessia; perdere ogni sensazione di movimento o di esistenza fisica, grazie a una totale rilassatezza del corpo mantenuta a lungo e ostinatamente; queste tra le tante erano le più comuni e meno perniciose divagazioni prodotte da uno stato delle mie facoltà mentali non ancora in verità del tutto ineguagliato, ma che certo sfidava una qualunque possibile analisi o spiegazione.