Philip Pullman – Libri
-Avete mentito!-No – disse Lyra, – io ho mentito. Will non mente, non pensatelo nemmeno.
-Avete mentito!-No – disse Lyra, – io ho mentito. Will non mente, non pensatelo nemmeno.
Con un figlio disabile impari molto rapidamente a rinunciare alle tue ambizioni di un tempo e cominci a nutrirne altre […] Per questo amo il suo rapporto con la musica: mi fa capire che dentro di sé ha qualcosa che gli altri possono aiutarlo a esprimere. Anzi, pensandoci bene, questo è il motivo per cui amo il rapporto che lega chiunque alla musica: perché in noi c’è qualcosa che va oltre i limiti delle parole, qualcosa che si sottrae ai nostri tentativi di tirar fuori il nostro pensiero. È la parte migliore di noi, probabilmente, quella più ricca e strana, e anche Danny ce l’ha, ovvio; solo che lui è stato dispensato dall’esprimere le cose più terrene e meno preziose.
La vita le aveva insegnato presto che le cose brutte accadono anche quando c’è luce.
Nulla atterrisce più di uno specchio una coscienza non tranquilla.
Ci sono cose che il destino si propone ostinatamente. Invano gli attraversano la strada la ragione e la virtù, il dovere e tutto quello che c’è di più sacro: qualcosa deve accadere, che per lui è giusto, che a noi non sembra giusto e possiamo comportarci come vogliamo, alla fine è lui che vince.
Rex: “io non ti odio. Le poche volte che perdo tempo a pensare a te, ti compatisco”.
Ci muovevamo sperduti, come attraverso un fragore prorompente, che ci urtava, ci avvicinava e ci separava, vietandoci d’incontrarci mai.