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Sonia T. Grispo – Libri

Amate essere belle non per gli altri ma per voi stesse e siete alla costante ricerca di uno stile unico con cui contraddistinguervi. Perché se Carrie ha le sue Manolo, Becky la sua sciarpa verde e Audrey il suo tubino nero, anche voi meritate il vostro segno di riconoscimento in quel caos fatto di tacchi 12, suole rosse scintillanti e foulard di Hermès, dove la bellezza conta e quello che indossate anche di più.

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    Sono stati gli occhi a tradirlo: quando ha fatto quella battuta scema su Martin e si aspettava che ridessimo, gli occhi erano completamente persi nella battuta, e dentro non gli rimaneva niente. Erano soltanto occhi che ridevano, non occhi spaventati o inquieti – erano gli occhi che ha un bambino quando gli fai il solletico. Con gli altri avevo notato che quando facevano delle battute, se le facevano (Maureen non era proprio una grande comica), lo capivi comunque perché erano saliti sul tetto, anche mentre ridevano – lì sotto c’era dell’altro, qualcosa che non gli permetteva di lasciarsi proprio andare.

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    A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi sfuggono, cercando altri sguardi, non si fermano.Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla, e anche un poco il tondo delle anche. Passa una signora nerovestita che dimostra tutti i suoi anni, con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti. Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi; una nana; due gemele vestite di corallo. Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee che collegano una figura all’altra e disegnano frecce, stelle, triangoli finché tutte le combinazioni in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla catena, una cortigiana col ventaglio a piume di struzzo, un efebo, una donna-cannone. Così tra chi per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se gli uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia d’inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d’urti, di oppressioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe.