Federica Bosco – Libri
Voglio solo che tu sia preparata perché là fuori la vita è dura e non c’è molto spazio per i sogni.
Voglio solo che tu sia preparata perché là fuori la vita è dura e non c’è molto spazio per i sogni.
Scrivo non per fermare il tempo, il tempo non lo puoi fermare ma lo puoi segnare solamente!
Sono succube di lui, ma la cosa non è reciproca… solo pensarlo mi lacera il cuore.
Non può che essere così: per quale motivo i nostri padri non hanno saputo non pensare, cioè non hanno saputo fare i conti con l’impensabile? Perché le nostre madri hanno pensato solo a se stesse, a emanciparsi, a ridursi alle prontezze urbane di questa costruzione? Ma possibile che non hanno visto l’orrore, che non hanno visto che il mezzo stava diventando il fine? Perché siete stati in contraddizione con voi stessi volendo la cultura e il riconoscimento degli altri senza ricordarvi che tutta la vita è un fuori gioco? Nell’abbondanza sentire cos’è che ci manca, questo è il tormento più amaro.
La vita era come un porto: gente che andava e veniva di continuo e che non si fermava mai più del dovuto.
Mi bacia a lungo sulla bocca, poi si lecca le labbra, dice che sono il sapore della sua vita.
Pensava alla parola che Edgar aveva usato, “realtà”, all’idea di riuscire a staccarsi dagli interessi e dai sentimenti degli altri e diventare puro sguardo. Avrebbe saputo vedere Edgar in quel modo? E sarebbe stata la verità? Si sporse dal materasso per spegnere la sigaretta. Adorava dormire con lui sotto quella coperta ruvida. Adorava svegliarsi al mattino e trovarlo ancora vicino a lei.