Alyson Noël – Libri
Non ti farei mai del male intenzionalmente.Non ti farei mai del male in alcun modo.
Non ti farei mai del male intenzionalmente.Non ti farei mai del male in alcun modo.
Pareva non esserci più niente sul volto di Hester per attrarre Amore; niente nelle forme di Hester, pur maestose e scultoree, che potesse indurre Passione a sognarne gli abbracci; niente sul petto di Hester che potesse farne il cuscino mai più il cuscino dell’Affetto. L’avevano abbandonata gli attributi essenziali a farla restare donna. È spesso questo il fato e tale l’austera evoluzione del carattere e della persona femminile quando essa ha incontrato e vissuto un’esperienza particolarmente dura. Se è tutta tenerezza, muore. Se sopravvive, la tenerezza le sarà strappata, oppure – e il risultato non cambia – resterà sepolta così profondamente nel suo cuore, che mai più apparirà.
La leggenda dice che gli specchi riflettono l’anima della persona che vi si guarda. Non poteva fare altro che stringerlo fra le braccia, ed Elena lo fece.”Ti amo”, gli sussurrò.Era l’unico conforto che poteva dargli. Era tutto quel che avevano. Le sue braccia si strinsero intorno a lei, il viso affondato nei capelli “sei tu lo specchio”, le sussurrò di rimando. […]”io sono lo specchio?”, disse a quel punto, sollevando lo sguardo verso di lui.”Tu hai rubato la mia anima” disse.
Elena percepiva i tremiti nel corpo di Stefan, comunicatigli attraverso la stretta delle dita. Il respiro era rapido e corto. “Avevamo quasi raggiunto l’estremità dei giardini quando mi venne in mente un posto che Katherine aveva amato. Era poco lontano nel parco, un muro basso di fianco all’albero di limoni. Mi precipitai là, chiamandola a gran voce. Ma avvicinatomi, smisi di chiamare. Ebbi… paura… una terribile premonizione. E sapevo che non dovevo… non dovevo andare…” “Stefan!”. Disse Elena. Le stava facendo male, stringendole le dita, stritolandole quasi. I tremiti che gli attraversavano il corpo aumentavano, diventando scosse. “Stefan, per favore!” Ma lui non diede segno di averla sentita. “Era come… un incubo… tutto accadde così lentamente, non riuscivo a muovermi… eppure dovevo. Dovevo continuare a camminare. A ogni passo la paura diventava più forte. Ne sentivo l’odore. Odore come di grasso bruciato. Non devo andare là… non voglio vedere…”. Parlava con voce alta e insistente e respirava affannosamente. Aveva gli occhi spalancati e dilatati, come un bambino terrorizzato. Con l’altra mano Elena fli afferrò le dita che stringevano come una morsa, avvolgendole completamente. “Stefan, va tutto bene. Non sei laggiù. Sei qui con me” […] Lui non la sentiva più. Le parole venivano con un ritmo irregolare, come se non riuscisse a controllarle, non potesse pronunciarle abbastanza velocemente. […] Poi cadde in ginocchio, lasciando finalmente le dita di Elena, per affondare il viso fra le mani, Elena lo strinse mentre veniva colto da singhiozzi convulsi. Lo strinse per le spalle, attirandolo nel suo grembo. “Katherine si è sfilata l’anello”, mormoro. Non era una domanda. “Si era esposta al sole”.
Il libro davvero può cambiare il mondo, ma di chi legge.
Sapevo che da quel momento in poi avrei conosciuto i cieli e gli inferni, la gioia e il dolore, il sogno e lo sconforto, e che non potevo più trattenere i venti che spiravano daglia angoli remoti dell’anima. Sapevo che da quel mattino mi avrebbe guidata l’amore, benchè fosse già presente fin dall’infanzia, da quando lo avevo visto per la prima volta.(da “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”)
… I suoi occhi si agganciarono ai miei. Non riuscivo a pensare a nulla se non che il loro colore grigio era identico all’interno di una conchiglia di ostrica. Sembrava che stesse aspettando qualcosa. Il viso incominciò a contrarmisi dalla paura, forse non gli stavo dando quello che desiderava.